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Vinoè mette in scena alla Leopolda di Firenze le eccellenze enoiche d’Italia

In Italia esistono luoghi che sono innati catalizzatori di energia: in essi si catturano il senso della storia e della continuità, le radici, il profumo intenso del bello e della proporzione. Luoghi ideali per fermarsi e porre i semi del convivio, dell’incontro, della riflessione e, perché no, del piacere intellettuale e sensuale più raffinato. Come la Stazione Leopolda, magnifico esempio di archeologia industriale recuperata, da molti oggi ritenuta la più bella location congressuale a disposizione in Italia. Nata progettualmente a Firenze nel 1837 e dedicata al Granduca Leopoldo II di Toscana, si pensava dovesse servire unicamente da capolinea al tratto ferroviario che univa la città a Livorno. Il fatto è che l’architetto Enrico Presenti ideò una struttura di impianto neoclassico talmente bella che ben presto tralasciandone la destinazione logistica si prese a organizzarci eventi e manifestazioni, già a partire dalla grande Esposizione Nazionale Italiana del 1861. Durante le guerre mondiali venne utilizzata come polveriera e fabbrica bellica (un destino comune a quello del Partenone di Atene nel XVII° secolo). Restaurata, recuperata e restituita ai riti della collettività nel 1993, è stata scelta dalla Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori e dal Comune di Firenze per ospitare la seconda edizione di Vinoè, kermesse dedicata alle eccellenze enoiche italiane e internazionali e alla attribuzione del premio Miglior Sommelier dell'anno. Poiché non può darsi eccellenza vinicola senza cibo all’altezza a corredo, grazie alla sponsorizzazione tecnica Berto’s il 5 al 6 novembre gli 8.000 partecipanti e ospiti di Vinoè hanno potuto assaporare le primizie e le distillazioni delle migliori 120 case vinicole italiane in abbinamento alla degustazione dei piatti preparati dagli chef. A loro disposizione, un’ avveniristica station totalmente in acciaio linea S700 con piani a induzione, frytop e bagnomaria, montati su ruote e fornito di due cappe autofiltranti. Vinoè ha celebrato i suoi riti in un’atmosfera esclusiva e ricercata basata sulla liturgia del servizio, dell’ospitalità più raffinata e elegante, delle luci discrete e accoglienti. Il tutto insaporito dalla splendida cornice della Leopolda, tanto che il Direttore Commerciale Marco Lebiu (curatore della partecipazione Berto’s all’evento assieme alla food blogger e sommelier FISAR Sabrina Somigli) non esita a dirci: “un turista per vivere la città coi 5 sensi dovrebbe visitare Firenze quando c’è Vinoè, poiché il vino è cultura, come lo è il cibo. Il binomio è inscindibile e in nessun luogo più che qui a Firenze l’approccio unico e l’atmosfera irripetibile permettono di respirare in pieno la storia millenaria di questo matrimonio perfetto”.
 
 

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