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LA CUCINA PER HYLE

Il valore unico dei rapporti umani.
La Sila, la montagna e il bosco; i fiumi e i laghi; un territorio ancora vergine, ricco di materie prime e di energia. È questo il luogo in cui sorge Hyle, il nuovo ristorante del giovane e talentuoso chef Antonio Biafora, che nella sua Calabria persegue la filosofia di una cucina di ricerca intrecciando due livelli, quello personale e quello territoriale.
Antonio ha mosso i suoi primi passi nell’alta ristorazione proprio al Biafora Restaurant, ristorante all’interno del complesso turistico guidato dalla sua famiglia da tre generazioni, il Biafora Resort & Spa di San Giovanni in Fiore (Cosenza): da qui è iniziata la sua gavetta. Tra i suoi maestri e mentori, anche gli chef Francesco Bracali e Frank Rizzuti: «Mi aveva molto colpito il fatto che entrambi avessero fortemente voluto per i loro ristoranti una cucina creata in maniera personalizzata - racconta -. Da allora ho fatto mio questo desiderio, pensando che un giorno anch’io sarei arrivato ad avere il mio ristorante, la mia brigata, e una cucina realizzata sartorialmente per me».
Poi quel giorno è arrivato davvero, quando il Biafora Resort & Spa ha compiuto un ulteriore balzo evolutivo nell’ambito della ristorazione con il nuovo progetto Hyle. Già il nome è un rimando alle nobili tradizioni della Sila, visto che il termine greco – si legge “ile” e significa “materia” – veniva usato per indicare l’altopiano calabrese, così ricco di vegetazione e legname, di “materia” appunto. Qui Antonio ha deciso di affinare la sua cucina fatta di ricerca e sperimentazione, individuando i prodotti più interessanti del territorio da declinare originalmente attraverso cotture e abbinamenti ogni volta diversi. Al suo fianco una brigata giovane, competente e appassionata, proprio come lui. Restava da realizzare quel vecchio sogno della “cucina sartoriale” creata su misura: a chi affidare un compito così delicato? «Sono stati decisivi i rapporti umani: la conoscenza, il rispetto, la stima reciproci», spiega lo chef, che a Lecce in occasione di FoodExp ha avuto modo di incontrare l’Area Manager Berto’s Dario Iurlano, raccontandogli del suo nuovo progetto. Ulteriori elementi sono stati definiti in occasione di una visita dello chef in azienda a Tribano, accompagnato dal nostro partner Giovambattista Belcastro e l’Ing. Giuseppe Mazzei. Un componente alla volta, dettaglio dopo dettaglio, ha così preso forma LaCucina unica realizzata da Berto’s per Hyle, nella quale Antonio ha potuto scegliere ogni minimo particolare, come ad esempio lo spessore dell’acciaio di 4 millimetri o la giusta tonalità di grigio chiaro, perfetta per il monoblocco da inserire “a vista” nell’elegante sala del suo ristorante. «Sono quasi più geloso della mica cucina che di mia moglie…», confida scherzando lo chef, che punta un giorno a portare la sesta stella Michelin in Calabria: «Non certo per frivola ambizione personale - sottolinea - ma perché sarebbe un riconoscimento importante per la mia terra e per le persone che quotidianamente ci mettono fatica, passione ed entusiasmo insieme a me».
 
 

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